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AD ALIFE PRESENTATO L’ULTIMO LAVORO CINEMATOGRAFICO DI MICHELE SCHIANO

AD ALIFE PRESENTATO L’ULTIMO LAVORO CINEMATOGRAFICO DI MICHELE SCHIANO

mar 12 2021

di ANNA LAMONACA – CULTURA. Conferenza stampa presso la sala consiliare. Cast con diversi volti noti in “Clarus”. Nomi, dichiarazioni e particolari su La Voce del Nisseno

Nei giorni scorsi, presso la sala consiliare dello storico comune di Alife, si è svolta la conferenza stampa e la prima proiezione del nuovo lavoro cinematografico “Clarus” del regista Michele Schiano scritto da lui stesso e da Massimiliano Nardelli ed inscenato tra le Cascate del Torano con un set da “mission impossibile”: 48 ore di ripresa anti Covid.

“Dobbiamo fare in modo che la nostra Alife venga riconosciuta per la sua meravigliosa bellezza storico/culturale”: così ha esordito la sindaca Maria Luisa Di Tommaso presente con l’assessore Annamaria Morelli. “Clarus”, dice il regista Michele Schiano, “ha proprio l’intento di riportare alla luce ciò che a pochi km di distanza, di una cittadina così carica di cultura, storia e leggende non si conosce, non si apprezza, non si ama”.

Rossella Carella, madrina e moderatrice della conferenza, ha ben sottolineato che il progetto prende nome dal primo vescovo di Alife, vissuto tra 300 e 400 d. C. lo stesso che condurrà Marco, la giovane guida turistica, in un viaggio onirico tra storia e leggenda. Interpretato da Elvis Esposito, Marcello Solara nell’amica geniale, Marco vuole rappresentare quella categoria di persone che già stanche del proprio lavoro smettono di credere in quello che fanno rendendo la storia ferma, statica come se fosse una pietra sospesa nel tempo.

“Un viaggio che permetterà di ricredersi e di dare un senso profondo al passato”, afferma Elvis Esposito, “al giovane Marco che vedendola vivere la storia decide di dare una svolta radicale alla propria vita ponendosi la domanda: cosa voglio lasciare ai posteri?”. Tra gli attori presenti il preside Gianfrancesco D’Andrea che ha interpretato Clarus, Daniele Lizambri che invece ha interpretato Lucio Fadio Piro Duoviro che istituì nell’anfiteatro d’Alife i primi giochi tra gladiatori e bestie feroci provenienti dall’Africa.

Fabiana Ciancio ha vestito i panni di Manalonga, cugina di Maria Cotena, personaggio emblematico e leggendario della cultura alifana interpretata magistralmente da Sarah Falanga attrice di successo di famose serie televisive. “Sono qui… siamo qui!”, così grida Maria Cotena in una delle scene del cortometraggio ed il suo è il grido della storia che disperatamente c’invita a non dimenticare mai quello che siamo stati. Giovanni Amura, non presente alla conferenza per motivi di lavoro, ha interpretato l’altra guida, quella che sveglierà Marco dal suo viaggio onirico e spronerà lo stesso a credere di più nel suo lavoro facendo uscire da quelle che qualcuno definisce pietre, la storia che danza, combatte e vive negli occhi di chi ha sete di sapere.

Apprezzatissima la fotografia del direttore Daniel di Meo che con Armando Marano tecnico di presa diretta e lo stesso regista hanno lavorato sul montaggio impreziosito da effetti speciali e colpi di scena resi ancora più spettacolari dai luoghi archeologici del museo, dell’anfiteatro e della cripta della Cattedrale di Alife per non parlare del colpo d’occhio e mozzafiato restituito dalla suggestiva cascata di valle del Torano a Piedimonte Matese.

Profonde le parole del Vescovo Clarus che prima di lasciare Marco dice: “Cosa state vivendo fuori? La peste la malaria non vi sono servite a nulla?”. Un’intera città ha contribuito a rendere possibile il lavoro soprattutto dal punto di vista storico che stiamo vivendo, senza tralasciare nessuno degli aspetti relativi alla pandemia, garantendo l’incolumità e la sicurezza di chi ha lavorato sul progetto, rispettando distanziamenti e norme.

Un applauso intenso e interminabile subito dopo la proiezione del corto ha entusiasmato e incoraggiato tutta la squadra che come obiettivo ha la voglia e la forza di continuare a raccontare tramite una serie televisiva bellezze e storia di terre spesso dimenticate nel tempo.

ANNA LAMONACA

La Voce del Nisseno online