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LA COMMEDIA DELL'ARTE AI NOSTRI GIORNI

LA COMMEDIA DELL'ARTE AI NOSTRI GIORNI

mar 10 2021

di GRAZIELLA MORREALE (riceviamo e pubblichiamo) – LA RIFLESSIONE. “Questa forma di spettacolo, oggi è di moda soprattutto nel mondo della politica dove tutti recitano una parte, più o meno credibile” 

La commedia dell'arte, una forma di teatro rivolto al popolo, nacque nel secolo XVI per contrapporsi al teatro di corte destinato ad un pubblico colto e raffinato. Questa forma di spettacolo si sviluppò nell'ambito commerciale dove i ciarlatani, per vendere le loro mercanzie, andavano nelle piazze usando come tecnica di vendita la narrazione di storie, storie accattivanti, in grado di catturare l'attenzione dei passanti. Con l'aumentare del numero dei venditori, si generò la concorrenza e per contrastarla si diede vita a dei veri e propri momenti di spettacolo. 

Gli attori, per lo più comici, andando, dietro compenso, in giro per le città a rappresentare spettacoli, ben presto divennero dei bravi professionisti capaci di commercializzare il divertimento. Una caratteristica di questa forma di teatro era l'improvvisazione ossia l'assenza di un copione; infatti gli attori recitavano seguendo soltanto delle linee guida di carattere generale. Questa forma di spettacolo, oggi è di moda soprattutto nel mondo della politica dove tutti recitano una parte, più o meno credibile. 

Da molti anni ormai, assistiamo a scene tragicomiche, a volte esilaranti, a volte molto pietose e degradanti. Il teatrino che alcuni politici, inscenano, ricorda un po' la commedia dell'arte con la differenza che gli attori di quel teatro non erano scelti dal popolo per rappresentarli; i nostri politici, sì! Sono in Parlamento per rappresentarci e hanno il dovere di farlo in modo degno, civile e responsabile. Spesso, purtroppo, volano insulti e parolacce, accuse reciproche e, talvolta, anche spintoni, dando vita ad uno spettacolo che definirei tragicomico, anche se più tragico che comico. 

E noi? Costretti ad assistere ad uno spettacolo indegno che con la nobile accezione del termine “politica”, non ha niente a che vedere. Il dizionario della lingua italiana la definisce “scienza e arte del governare uno Stato”. Di scienza spesso ce n'è poca, di arte tanta: l'arte dell'affabulazione, del voltafaccia, dell'arroganza, della presunzione, del tornaconto.

GRAZIELLA MORREALE